Associazione Istruzione Unita Scuola-Sindacato Autonomo

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giovedì 25 novembre 2010

Milano e Parigi: due capitali a confronto nel Quadrilatero della Moda

PROGETTO COMENIUS REGIO “MILAN-PARIS: LE FIL DE LA MODE”
Milano 29 novembre 2010 Palazzo Bagatti – Valsecchi-Via Gesù 5, Milano

«Il sistema formativo e produttivo della Lombardia e dell’Ile de-France, partner del Progetto Europeo dal titolo Milan-Paris: le Fil de la Mode, sarà il tema di un confronto in occasione di una Tavola Rotonda il 29 novembre p.v. a Palazzo Bagatti-Valsecchi in via Gesù 5, Milano»

IUniScuoLa
: ecco il Comunicato stampa
Milan-Paris: le Fil de la Mode non è soltanto il titolo di un progetto europeo Comenius Regio, tra l’altro nato sotto gli auspici nazionali e internazionali della Direzione Generale degli Affari Internazionali del MIUR e dell’Ambasciata di Francia, bensì l’enunciato di una sfida che l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia ha raccolto e condiviso con la Regione Ile-de-France nel mettere a confronto i due sistemi formativi e produttivi che fanno di Milano e di Parigi due incontestabili capitali europee e mondiali della Moda.

La valorizzazione dei rapporti economici, culturali e linguistici tra i due Paesi, la tutela delle specificità del tessuto produttivo e formativo delle due regioni, la custodia di un know-how di alta qualità, creatività, esperienza e tradizione, che costituiscono la migliore garanzia per il futuro, sono i temi che animeranno il dibattito sollecitato tra i numerosi portatori di interesse invitati a offrire il loro prezioso contributo alla Tavola Rotonda a cui Palazzo Bagatti-Valsecchi aprirà le porte del Salone d’Onore in via Gesù 5, a Milano, il 29 novembre p.v.

Apriranno la sessione di lavoro del mattino il vicepresidente di Regione Lombardia, Andrea Gibelli e il direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, Giuseppe Colosio. Interverranno l’Ambasciatore di Francia, Jean-Marc de La Sablière; il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, cav. lav. Mario Boselli; il direttore del Nucleo Education di Confindustria, Claudio Gentili; il presidente della Commissione Nazionale Francese per le Certificazioni Professionali, George Asseraf; la responsabile della Divisione Cultura e Industrie Creative dell’UNESCO, Denise Bax; la senatrice Catherine Dumas e l’onorevole Santo Versace.

Nel pomeriggio si riunirà intorno a un tavolo di lavoro una rete altamente rappresentativa di enti e istituzioni scolastiche e formative nel campo della moda, di aziende e associazioni professionali di settore, allo scopo di individuare canali di formazione, inserimento nel mondo del lavoro e orientamento verso le diverse professioni attuali e future. Sul tavolo un ambizioso progetto: la creazione di una fondazione italo-francese per lo sviluppo di un percorso congiunto di formazione tecnico-superiore per i mestieri della moda
Milano, 23 novembre 2010
Leggi Milano e Parigi: due capitali a confronto nel Quadrilatero della Moda

domenica 17 ottobre 2010

A proposito di un articolo di Repubblica-ROMA STRIGLIA LA SCUOLA LOMBARDA "TROPPE IRREGOLARITA' AL CARDUCCI"

USR per la Lombardia Nota del 15 ottobre 2010
Una lettera dell’Ispettorato per la funzione pubblica al direttore generale dell’USR Lombardia, recante la richiesta di informazioni sul procedimento nei confronti di un dirigente scolastico, ha dato il destro a chi ha voluto usarla per fini personali e al quotidiano La Repubblica, con un articolo pubblicato oggi, di rivolgere un attacco diffamatorio al direttore generale dell’USR Lombardia, oltre che di mettere in cattiva luce il dirigente scolastico menzionato.
Tale lettera appare gravemente scorretta sia nella forma, in quanto comunicata all’esterno senza nemmeno attendere la risposta nei quindici giorni previsti, sia nel contenuto, in quanto esprime valutazioni (“acclarate inadempienze”) non di competenza dell’ispettorato e, per giunta, prive della conoscenza di tutti gli atti del procedimento.
Sulla lettera l’autore dell’articolo costruisce tendenziosamente e fantasiosamente la tesi di una improponibile censura della funzione pubblica nei confronti dell’operato del direttore generale dell’USR Lombardia: bastava documentarsi con la lettura di poche righe della norma citata nella stessa lettera.
La valutazione dell’operato di un dirigente scolastico spetta, per legge, al direttore generale; cosa che questi ha fatto e intende fare con determinazione ed equilibrio, nel rispetto delle persone e delle procedure, senza farsi condizionare da interessate pressioni esterne.
L’Ispettorato per la funzione pubblica riceverà, come sempre, tutte le informazioni richieste, (peraltro già trasmesse al MIUR al fine di predisporre la risposta a un’interrogazione parlamentare), che mostreranno la correttezza dell’iter seguito.
A parte l’evidente ignoranza della natura e dei modi del procedimento disciplinare, questa vicenda fa trapelare il desiderio di qualcuno, già evidenziato in altri recenti casi analoghi, di sottoporre i dirigenti scolastici a giudizi sommari, con criteri personalistici o di parte.
Gli strenui difensori dell’autonomia dei giudici farebbero bene a rispettare l’autonomia di chi ha la responsabilità del giudizio disciplinare.
Milano, 15 ottobre 2010
Il direttore generaleGiuseppe Colosio
LEGGI ROMA STRIGLIA LA SCUOLA LOMBARDA "TROPPE IRREGOLARITA' AL CARDUCCI" (RASSEGNA STAMPA Governo.it)

giovedì 9 settembre 2010

Precari scuola, Rossoni: "No ad annunci prematuri"

"Per quanto riguarda la situazione dei precari della scuola è inutile e strumentale fare annunci prematuri". E' quanto afferma l'assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, Gianni Rossoni, commentando la notizia dello stanziamento di 3 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo (FSE) da parte della Regione Liguria.
"Come ho già affermato - prosegue Rossoni - siamo disponibili ad intervenire a fronte di una chiarezza del reale fabbisogno. Si tratta quindi di completare le nomine annuali; a quel punto metteremo in campo gli interventi che saranno necessari integrando i diversi strumenti: la priorità per le supplenze brevi prevista dal decreto ministeriale e i progetti di arricchimento dell'offerta formativa".
"Ricordo - aggiunge l'assessore - che per l'anno scolastico 2009-2010 sono ben 1.200 i precari della scuola che hanno partecipato ai progetti regionali di arricchimento dell'offerta formativa finanziate con risorse regionali. Sottolineo inoltre che le procedure snelle che abbiamo messo in atto hanno già consentito di riconoscere le risorse a tutte le persone, a differenza delle altre iniziative regionali che, utilizzando le risorse FSE, hanno adottato procedure complesse per cui molti precari sono ancora in attesa di essere pagati".
(Lombardia Notizie-3 settembre 2010 Ln - Milano)

mercoledì 28 luglio 2010

MIUR Lombardia: Ripartizione risorse organico di fatto 2010/2011 – scuola dell’infanzia

ADEGUAMENTO DELL'ORGANICO ALLA SITUAZIONE DI FATTO SCUOLA DELL'INFANZIA-ANNO SCOLASTICO 2010/2011-
Posti attivabili:
Bergamo 775;
Brescia 1.097; Como 572; Cremona455; Lecco 287; Lodi 263; Mantova 685; Milano 3.806; Pavia 651; Sondrio 296; Varese 576

Come previsto dalla C.M. 23 luglio 2010, n. 59, non avendo la scuola dell’infanzia carattere obbligatorio, l’incremento di 150 posti complessivi rispetto all’organico di diritto discende da uno specifico accantonamento all’interno del contingente di risorse complessivamente assegnate all’USR per la Lombardia; i posti aggiuntivi sono stati ripartiti sulle singole realtà provinciali in ragione della consistenza delle liste d’attesa dei bambini nati entro il 31 dicembre 2007.
Per garantire l’uniformità di comportamento degli uffici territoriali di questa Direzione Generale e al fine di chiarire le linee d’intervento dell’amministrazione scolastica, nell’ottica della piena trasparenza dei criteri utilizzati per la ripartizione dell’organico, si ribadisce – come ricordato in più occasioni – che le risorse aggiuntive dovranno essere finalizzate ad adeguare il numero delle sezioni già esistenti alle richieste di ulteriori iscrizioni; pertanto, non si ravvisano le condizioni per procedere all’attivazione di nuove scuole dell’infanzia statali, anche in considerazione di quanto previsto dall’art. 2, c. 4, del D.P.R. 89/09.

Leggi tutto

giovedì 10 giugno 2010

Organico di diritto delle scuole lombarde per l’anno scolastico 2010/2011




Il Direttore Generale Giuseppe Colosio dice: «aumentano il tempo pieno, le sezioni di scuola dell’infanzia, le scuole medie a indirizzo musicale» - « si attivano 7 i licei musicali »


"Nell’anno scolastico 2010/2011 le scuole primarie lombarde, su un totale di 21016 classi, ne attiveranno ben 9768 (46,5%) con un orario settimanale di 40 ore, a fronte delle 9606 su 20984 (45,8%) funzionanti nell’anno in corso, con un incremento di 162 unità; aumenti significativi si avranno in particolare nelle province che in passato risultavano penalizzate dalla concentrazione del tempo pieno quasi esclusivamente nell’area del capoluogo lombardo: ad esempio, nella provincia di Como le classi a tempo pieno passeranno da 99 su 1332 (7,4%) a 163 su 1348 (12,1%); nella provincia di Lecco dal 14,6% al 18,5%; nella provincia di Bergamo dall’11% al 12, 8%. Le classi funzionanti a 40 ore nelle province di Milano e Monza-Brianza, pur con un decremento di 28 unità (su 7763 classi) rispetto all’anno in corso, si manterranno su una percentuale elevatissima (90,9%).
Al contempo, le sezioni di scuola dell’infanzia statali attivate a livello regionale passeranno da 4593 a 4673 (+1,7%), con un incremento di 150 posti di docenti.
Per quanto riguarda la scuola secondaria di secondo grado, con l’avvio della riforma partiranno in Lombardia 7 licei musicali (a Brescia, Cremona, Pavia, Bergamo e Como; 2 a Milano): un numero particolarmente significativo in relazione al complessivo nazionale che, in prima applicazione, non potrà superare le 40 unità. Aumenteranno anche le sezioni di scuola secondaria di primo grado a indirizzo musicale: i posti attivati passeranno da 429 a 456, con un incremento pari al 6,3%; diminuiranno invece le classi a tempo prolungato (da 3738 a 3529), a seguito di un calo di richieste da parte delle famiglie.
Risultati di indubbio rilievo, soprattutto se si considera che, sulla base di quanto previsto dalla legge 133/08, per l’anno scolastico 2010/2011 la Lombardia ha dovuto ridurre di 2760 posti la dotazione organica complessiva rispetto all’anno in corso; per coniugare l’obiettivo di contenimento della spesa con l’ampliamento dell’offerta formativa nel territorio regionale è stato necessario proseguire in un’impegnativa opera di razionalizzazione, a cui hanno contribuito l’Ufficio scolastico regionale, gli uffici territoriali e le singole istituzioni scolastiche. A fronte dei risultati conseguiti appaiono oggettivamente pretestuose tutte le polemiche in merito a una presunta perdita di qualità del sistema di istruzione in Lombardia."

lunedì 17 maggio 2010

Garavaglia: "La Gelmini? Frenetica solo con le parole"




[Appare molto meno frenetica di quanto siano le dichiarazioni che ne hanno accompagnato la nomina. Il Ministro s`è distinto per i tanti annunci: il grembiulino, il voto in condotta. Di fatto la riforma ha cancellato nel triennio 85.000 insegnanti e 44.000 amministrativi, ha tagliato 8 miliardi di finanziamento alla scuola e un miliardo e mezzo all`università. Ricordo una sua intervista in un avvilente `Porta a porta`: «Ministro, è vero che lei licenzia 25.000 insegnanti? Risposta: No, noi non licenziamo nessuno. I cittadini devono sapere che quest`anno ci sono 25.000 docenti in meno nelle nostre scuole».
Sia cortese ci commenti due proposte come le "scuole col bollino" o l`albo regionale degli insegnanti.
La scuola col bollino è l`ennesimo spot pubblicitario di questo governo perché i bollini può prenderli l`Italia intera se è capace di confrontarsi coi Paesi di pari qualità e civismo, in Europa e fuori. Se noi preparassimo meglio i docenti non solo con la laurea ma con tirocini
mirati ai metodi didattici eviteremmo di far salire in cattedra chi non sa insegnare e non dovremmo distribuire bollini di qualità. Per gli albi regionali nulla osta se non ci fosse dietro una scelta che se è ideologica bisogna avere il coraggio di dichiararlo. Comunque se il problema è garantire una continuità didattica siamo d`accordo, non è concepibile che un insegnante pensi di poter fare questo mestiere solo dietro casa. Come accade per altri statali l`incarico si ricopre per almeno cinque anni nella sede di destinazione.
Fra i soggetti della scuola molti studenti, docenti e dirigenti non considerano strategiche tali trasformazioni, lamentano invece una mancanza di risorse per i tagli economici operati che incidono a fondo sulla didattica.
Il Ministro insiste nel dire che i fondi non creano qualità e che si può fare una riforma che migliora la qualità, un`affermazione finora non suffragata da prove. Prendiamo la questione della lingua straniera alle primarie. Se essa viene proposta dal maestro unico che ha fatto un corso di 150 ore invece che da una professoressa di lingue mi chiedo se abbiamo fatto il possibile per insegnare nel miglior modo le lingue. Altro esempio: alle superiori viene abolita l`ora di geografia mentre il mondo diventa sempre più luogo geopolitico. Come si può tralasciare l`informazione su Stati sempre più presenti nelle vicende internazionali, su nazioni e capitali che cambiano nome e la cui economia è legata alla nostra? Più scandagliamo la riforma più ci accorgiamo che non è solo un problema di tagli, scopriamo il preciso disegno di declassare la scuola pubblica a scuola residuale. Lì i genitori devono pagare per avere la carta igienica, i sussidi didattici, gli strumenti minimi che finora lo Stato garantiva. Un vero attacco ideologico, altro che bollino.
L`ultima Finanziaria ha dirottato 130 milioni di euro sulle scuole private mentre i 300 milioni di euro destinati agli istituti statali verranno utilizzati esclusivamente per la messa in sicurezza degli edifici. Di questo passo la scuola pubblica rischia l`affossamento?
Dopo il terremoto aquilano il Ministro aveva colto l`allarme e ciò aveva fatto aggiungere alla Finanziaria una quota mirata alla messa in sicurezza degli edifici scolastici. Secondo dati forniti dal sottosegretario Bertolaso la cifra necessaria ammontava a 7 miliardi
di euro, sono stati stanziati non più di 300 milioni, facendo una facile divisione capiamo quanti euro andranno a ogni istituto. La scuola pubblica è sotto schiaffo della Finanziaria Tremonti-Gelmini, la definisco così perché solitamente il responsabile di ogni dicastero lotta col Ministro dell`Economia per strappare qualcosa in più invece la Gelmini l`ha accettata a occhi chiusi. La Finanziaria ha solo tolto alla scuola italiana, gli stessi 130 milioni che lei cita per gli istituti privati sono stati annunciati e non elargiti.
Il Ministro invita a premiare la meritocrazia dei professori, una garanzia verso la qualità dell`istruzione che da troppo tempo manca. Lei che ne pensa?
Su questo punto come opposizione abbiamo espresso un parere del tutto favorevole. Il Ministero avrebbe anche dovuto cominciare a stabilire la meritocrazia dando da quest`anno qualche soldo in busta paga in più. Con quali criteri? attraverso classifiche valutative. Però l`Invalsi, l`agenzia preposta, non è stata messa in condizione di funzionare. Il Ministero ha distribuito il 7% di finanziamento ordinario alle università cosiddette virtuose usando il criterio del Civr di tre anni fa, ma in questi ultimi tre anni gli atenei beneficiati potrebbero non essere più così virtuosi. Quando l`Invalsi per la scuola e lAnvur per università e ricerca elaboreranno le graduatorie allora si potrà giudicare il governo dai fatti, di cui sempre si vanta, piuttosto che dalle sue parole.
La riforma universitaria di cui s`occuperà il Parlamento punta a un riassetto facendo i conti in tasca ai rettori e magari accorpando le sedi, un utile moto di nazionalizzazione o no?
Ci sono troppi corsi di laurea fatti per offrire cattedre e troppe sedi distaccate create a misura di territorio che fanno solo lievitare le spese, razionalizzare il tutto ci trova d`accordo. Se però guardiamo la riforma basata su 171 norme e una decina di deleghe troviamo spesso la fastidiosa ripetizione del concetto "senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica". Non solo il Ministro preposto ma quello dell`Economia mettono mano a una serie di criteri che influenzano la cosiddetta governance. Un`università libera non risponde a scopi mercantili e territoriali come il modello proposto. La riforma mostra un volto centralista che non garantisce quell`autonomia sancita dalla Costituzione.
Ma valutazioni e verifiche sull`effettivo impegno nella docenza dovrebbero essere segnali di serietà, come pure l`attribuzione delle cattedre in base a procedure pubbliche di selezione.
Lo sosteniamo anche noi: il controllo sull`assegnazione delle cattedre deve risultare limpido e andare a un`agenzia terza. Come opposizione riteniamo che il reclutamento dev`essere basato su un`abilitazione nazionale, occorre creare un elenco di docenti e in base a quello ciascuna università chiama chi vuole. Bisogna anche uscire dalla logica che vede i professori ancorati a un unico ateneo da dove iniziano la carriera fino al conseguimento della cattedra, è auspicabile la circolazione degli insegnanti e una quota di docenze potrebbe essere messa in relazione ai risultati conseguiti, allora sì che l`università diverrebbe dinamica controllandosi da sé.
Lamenti vengono dal settore della ricerca dove c`è chi teme il previsto "tempo determinato" di tre anni più tre che, sempre per questione di fondi, mette a rischio la continuità dell`incarico.
Ai ricercatori viene offerto precariato cronico. Dopo sei anni di contratto potranno accedere a un concorso per la cattedra, ma se non ce ne saranno a disposizione rimarranno precari. Chiediamo che il governo realizzi una norma transitoria e una stabilizzazione dei ricercatori che vogliono restare nell`università previa abilitazione.
Dalle elementari all`università l`Italia punta davvero sull`istruzione e reggerà il confronto con la prevista migrazione dei cervelli che vengono da Oriente? Il problema non è solo nostro, è quantomeno europeo. Eppure dove le condizioni ci sono i nostri cervelli sanno competere benissimo con indiani, pakistani e quant`altro. Come opposizione crediamo che con queste riforme, coi tagli alla ricerca l`Italia non stia rispondendo più nemmeno a quanto previsto dal Trattato di Lisbona: costruire la società della conoscenza più competitiva al mondo. ]
fonte senatoripd.it
intervista di Enrico Campofreda - Terra

venerdì 30 aprile 2010

Regione Lombardia. Esami percorsi triennali e di IV anno 2009/10.

IL DIRIGENTE DELLA UO ATTUAZIONE DELLA RIFORME
...
DECRETA
1. di approvare le nuove determinazioni in merito a “Esami a conclusione dei percorsi triennali e di quarto anno di Istruzione e Formazione Professionale - a.f. 2009/10”, come da Allegato 1), parte integrante e sostanziale del presente atto;
2. di approvare le nuove determinazioni in merito a “Modalità operative per lo svolgimento delle prove d’esame”, come da Allegato 2), parte integrante e sostanziale del presente atto;
3. di trasmettere il presente atto all’Ufficio Scolastico Regionale, alle Province nonché alle Istituzioni Scolastiche e Formative che erogano percorsi triennali e di quarto anno di Istruzione e Formazione Professionale;
4. di pubblicare il presente atto sul sistema informativo regionale all'indirizzo www.istruzione.regione.lombardia.it.
Il Dirigente
Ada Fiore

La prova di esame multidisciplinare centralizzata a conclusione dei percorsi triennali e di quarta annualità -a.f. 2009/10 - si terrà mercoledì 16 giugno.

In allegato sono consultabili i documenti relativi alle modalità operative per lo svolgimento delle prove d'esame

Allegati

Decreto 4263 del 26 aprile 2010 (122 KB)PDF
Allegato 1 - indicazioni alle istituzioni formative (244 KB) PDF
Allegato 2 - modalità operative (504 KB) PDF
Attestato di qualifica triennali (323 KB) PDF
Attestato di competenza IV anno (329 KB) PDF

Attestato qualifica disabili o bocciati (309 KB) PDF

Leggi Esami percorsi triennali e di IV anno

mercoledì 21 aprile 2010

MOSTRA ITINERANTE SU DON LORENZO MILANI


Barbiana: " il silenzio diventa voce"sulla vita di don Lorenzo Milani.
La mostra sarà presente quindi a Induno Olona, Biscuschio e a Varese.
Induno Olona
28 aprile presso Hotel Porro Pirelli di Induno Olona

Oltre alla mostra verrà proiettato il documentario:
L'ultima lettera di don Milani 40 anni dopo.
Sarà presente il vicepresidente della Fondazione Agostino Burberi


Per saperne di più, clicca QUì


File allegati :
Volantino mostra Don Milani
Locandina mostra don Milani

sabato 20 marzo 2010

Personale A.T.A.: l'U.S.P. di Varese ha pubblicato il concorso 24mesi


Le domande di partecipazione ai concorsi suddetti, dovranno essere presentate a questo Ufficio Scolastico Provinciale utilizzando gli appositi modelli e documentate in conformità alle norme contenute nei relativi bandi, immancabilmente, entro e non oltre il 21 aprile 2010

IUniScuoLa: Ecco il bando del MINISTERO DELL’ISTRUZIONE,DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA -Ufficio Scolastico Provinciale di Varese
-UFFICIO PERSONALE A.T.A.Via Copelli n.6
–21100 Varese; Tel.0332/257111 fax n.0332/257173 http://www.varese.istruzione.lombardia.it/ e-mail : usp.va@istruzione.it
Posta Elettronica Certificata: uspva@postacert.istruzione.it2
Le domande di partecipazione ai concorsi suddetti, dovranno essere presentate a questo Ufficio Scolastico Provinciale utilizzando gli appositi modelli e documentate in conformità alle norme contenute nei relativi bandi, immancabilmente, entro e non oltre il 21 aprile 2010
Si considerano prodotte in tempo utile le domande spedite a mezzo raccomandatacon avviso di ricevimento, entro il termine sopraindicato, con l’avvertenza che, a tal fine, farà fede il timbro e data dell’Ufficio Postale accettante.
Le domande recapitate a mano dovranno pervenire a questo Ufficio entro le ore16,00 del 21 aprile 2010 ed essere consegnate all’addetto all’Ufficio ricezione posta, che rilascerà apposita ricevuta.
I modelli di domanda B1 (inserimento) e B2 (aggiornamento) e gli ulteriori allegati(F – G - H) possono essere reperiti direttamente presso il sito INTRANET e INETRNET delMIUR
presso la scuola di servizio.
A tale riguardo si fa presente che il modulo domanda (allegato H) dovrà essereprodotto, opportunamente documentato, entro i termini previsti per la presentazione della domandadi inserimento o di aggiornamento, dal solo personale ATA che intende usufruire dei benefici dell’art. 21 e dell’art. 33, commi 5 ,6 e 7 della Legge 104/92.
Inoltre, si richiama l’attenzione degli interessati sulla necessità di dichiarare, ad ogni rinnovo di domanda, il diritto ad eventuali titoli di riserva e di preferenza soggetti a scadenza.

Il personale A.T.A incluso negli elenchi di cui ai DD.MM. n. 82/09 e n. 100/09 hadiritto all’attribuzione del punteggio spettante per il precedente anno scolastico ai fini
dell’aggiornamento delle graduatorie permanenti o per l’inserimento in esse.
Il personale A.T.A.che, pur in possesso dei requisiti di cui al D.M. n. 82/09 e n. 100/09 non si avvalga della suddettanormativa in quanto occupato per il corrente anno scolastico, può all’atto dell’aggiornamento delle graduatorie permanenti – qualora abbia stipulato contratto di supplenza per profilo diverso da quello dell’anno scolastico precedente per carenza di posti disponibili – scegliere a quale tra questiattribuire il punteggio.
Ai sensi dell’art. 5 del D.M. n. 100 del 17 dicembre 2009, lo svolgimento delle attività progettuali previsti dagli accordi sottoscritti dall’amministrazione scolastica con le Regioni dà diritto alla valutazione dello stesso punteggio ottenuto nell’a.s. precedente per il personale A.T.A.inserito a pieno titolo nelle graduatorie permanenti di cui all’art. 554 del Decreto Legislativo 16aprile 1994 n. 297.
Al personale A.T.A., non inserito negli elenchi prioritari, che svolga le attività progettuali finanziate dalle Regioni, spetta il punteggio commisurato ai mesi di durata del progettostesso.
IL DIRETTORE COORDINATORE Silvana PARRILLA
IL DIRIGENTE Claudio MERLETTI
File allegati:
Avviso di Pubblicazione bandi - pdf 32 KB
Assistente Amministrativo - pdf 199 KB
Assistente Tecnico - pdf 199 KB
Collaboratore Scolastico - pdf 198 KB
Allegato B1 - pdf 77 KB
Allegato B2 - pdf 65 KB
Allegato F - pdf 21 KB
Allegato G - pdf 32KB
Allegato H - pdf 57 KB